Tu sei qui

Caronia

Anticamente battezzata da Ducezio re dei Siculi come Kalè Akté, ossia “bella costa”, Caronia è una città prevalentemente votata al mare, grazie ai suoi oltre 20 chilometri di costa. Ma la città deve gran parte della sua fortuna al territorio variegato e soprattutto ai suoi sterminati boschi, che hanno permesso alla comunità di praticare pastorizia, zootecnia, estrazione del sughero e produzione del carbone.

Cosa vedere

Scopri un patrimonio storico, culturale e artistico senza tempo: in questa sezione troverai tutte le informazioni sui principali punti di interesse di Caronia.

A Caronia centro

PIAZZA CARONESI NEL MONDO
Questa è la piazza più grande del paese, chiamata dai Caronesi anche “u canàli” perché vi vengono convogliate delle acque di natura torrentizia. Qui si svolgono il mercato cittadino, le principali sagre e le manifestazioni ludico-ricreative più importanti. La piazza accoglie il monumento in pietra e metallo dedicato ai Caduti Caronesi della Prima e della Seconda Guerra Mondiale fortemente voluto dall’Amministrazione Beringheli ed inaugurato nell’estate del 2011. Da qui si ha un ottimo colpo d’occhio sul versante centro-settentrionale della cittadina caronese, di cui visivamente costituisce l’appendice finale Palazzo Cangemi.

PALAZZO CANGEMI
Questo edificio a tre piani, un tempo residenza della Famiglia Cangemi, oggi è un attivo centro culturale polivalente che ospita vari incontri e conferenze e che accoglie in sé la biblioteca comunale, l’archivio storico e la pinacoteca civica, tutti intitolati al professore Pietro Fiore. Dalla sua terrazza si gode un panorama mozzafiato sulla costa centro-tirrenica delimitata ad ovest dalla Rocca di Cefalù e ad est dal Capo d’Orlando e comprendente la vasta piana caronese e le frazioni di Canneto, Marina e Torre del Lauro, incoronate dalle Isole Eolie centro-occidentali (Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari e Vulcano).

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Vicino a Palazzo Cangemi si trova la chiesetta di San Francesco d’Assisi (in passato dedicata a Santa Maria Assunta), che un tempo era annessa al Convento dei Frati Francescani, non più esistente. L’architettura originaria è del XVI secolo e, sia all’esterno (pietre a faccia vista) che all’interno (tetto ligneo a capriate), rispecchia la semplicità dell’ordine francescano. La chiesetta è ad una sola navata ed ospita un quadro dell’Ascensione di Maria in Cielo, un pregevole dipinto ad olio raffigurante l’Annunciazione della Madonna e sei statue, alcune di legno e altre di cartapesta che verosimilmente agli inizi del 1900 hanno sostituito le icone di tradizione bizantina che rappresentavano la simbologia dei Misteri Pasquali.

CASTELLO
Su uno dei punti topograficamente più elevati del centro urbano caronese (301 m.s.l.m.), laddove in età classica molto probabilmente doveva sorgere l’acropoli di Calacte ospitante architetture civili e religiose (templi), oggi svetta il cosiddetto “castello”, posto sul versante orientale del perimetro urbano cittadino, al quale si accede tramite uno splendido portale del 1800 di stile rinascimentale e sormontato dallo stemma dei Pignatelli. La datazione del complesso fortificato è compresa tra il 1134 (data della maggiorità) e il 1154 (data della morte) del suo illustre committente e proprietario: Ruggero II, re dei Normanni. Costruita verosimilmente da maestranze arabe, questa architettura trova la propria straordinarietà nel fatto che, all’interno di una cinta muraria a pianta triangolare sormontata da torri difensive, sorge una vera e propria residenza con magazzini, stalle, ambienti per il pernottamento e per il ricevimento e persino una chiesa privata, visto che Ruggero II era un sovrano cattolico vissuto nel Medioevo e che quindi era abituato a condurre una vita liturgizzata scandita da rituali religiosi in ogni fase della giornata. Il sollacium regium (residenza di piacere del sovrano) caronese, stilisticamente affine alle residenze palermitane della Cuba e della Zisa e – soprattutto – dello Scibene, presenta nella sua struttura originaria tre ambienti al piano terra (quello di servizio) e tre al piano superiore (quello nobile), di cui quello centrale è sempre il più ampio. Di particolare bellezza è il piano nobile in cui si trovano una sala triloba con volta a botte e con ingressi ogivali ed una camera con voltine a plissé. Questo complesso è circondato a ovest da un florido e colorato giardino e ad est da un cortile acciottolato che possiamo definire un tipico baglio dell’architettura siciliana, dal momento che nel corso dei secoli altri corpi di fabbrica hanno finito per chiudere questo spazio inizialmente aperto. Come detto, fa parte del castello di Caronia anche una cappella che, assieme alla Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni di Palermo, rappresenta l’unico esempio in Sicilia di cappelle normanne a tre navate. La cappella caronese, a pianta basilicale e a tre navate (di cui quella di sinistra mostra, vicino al presbiterio, un incavo che verosimilmente serviva ad ospitare lo scranno del sovrano) terminanti con tre absidi ricavate nello spessore murario, dimostra la regalità di Ruggero II, ormai diventato rex. Il castello con le terre annesse fu venduto nel 1939 dai Pignatelli alla famiglia Castro di Palermo, che tuttora lo possiede, lo abita, lo preserva e lo rende fruibile al pubblico.
Anche dal punto di vista urbanistico ed architettonico, il castello rappresenta il fulcro attorno al quale la cittadina caronese si è sviluppata negli ultimi mille anni di vita. Infatti l’odierna Caronia mantiene ancora intatti i caratteri topografici ed urbanistici dei tipici insediamenti medievali, con stradine strette e tortuose e con piccole abitazioni raccolte intorno al castello e con le altre abitazioni sorte a ragnatela tra la cinta muraria castellana, la più alta e la più antica (prima metà del XII secolo) e la cinta muraria cosiddetta di Porta Torre, perché nei pressi dell’attuale Vicolo Contino sorgeva una torretta, la più bassa e la più recente (fine XIII secolo), di cui la maggiore evidenza è costituita dal cosiddetto “arco saraceno” ogivale. Tra gli scorci più suggestivi del centro storico caronese spicca il cosiddetto “vicolo caprino” costituito da uno stretto cunicolo composto da una serie di archi (un tempo volte) che si intrecciano laddove nel Medioevo sorgeva una torre muraria e dove oggi invece esistono accessi ad ambienti posti ad una quota bassa ed una rapida via di passaggio tra un isolato abitativo e l’altro. Molto caratteristico è anche il rione di Torre Sansiveri, dove un pittoresco insieme di case insiste al di sopra del preesistente bastione. Fino al XVI secolo tutto il centro abitato caronese sorgeva all’interno di questa seconda cinta di mura, come dimostrano le denominazioni dei quartieri (ancora oggi esistenti) riportate nei “Riveli di anime e beni” conservati presso l’Archivio Storico di Palermo ed anche un disegno acquerellato del 1583 di C. Camilliani.

CHIESA DI SAN NICOLA
Estremamente interessante è la chiesa madre dedicata a San Nicolò di Bari, risalente al 1168 e riedificata nel 1685, ad eccezione della torre campanaria, che rispecchia ancora la struttura originaria. Nel 1178 la chiesa di San Nicola fu concessa dal primo Arcivescovo di Messina, Nicolò, all’Abbazia di Santa Maria di Maniace nel Catanese. La facciata è a coronamento rettilineo e vi si accede tramite un portale rifatto nel 1716. L’interno, a navata unica, è ampio ed accogliente ed è affrescato con vari dipinti settecenteschi. Nella grande volta centrale campeggia un affresco, iniziato nel 1754 da B. Ferro ed ultimato due anni dopo da A. Petringa, raffigurante Il Paradiso, con la SS.ma Trinità, la Vergine e i Santi Ausiliatori Biagio, Giuseppe, Francesco di Paola e Nicola; nella volta del presbiterio un altro affresco dipinto in stile Rococò nel 1753 da A. Petringa e M. Latino rappresenta La Glorificazione in Cielo di Maria ed Evangelisti; infine un altro affresco, di M. Amoroso, sulla lunetta di fondo dell’abside sovrastante l’altare maggiore, raffigura Il Mondo illuminato dalla Croce. Pregevoli sono pure alcune opere lignee seicentesche, provenienti dalla distrutta Chiesa dell’Odigidria, come le statue di San Giuseppe e di Sant’Anna e un Crocifisso, ai cui piedi è stata aggiunta un’Addolorata in cartapesta opera di Noè Marullo. Di rilievo sono anche tre tele sei-settecentesche di ignoto che raffigurano rispettivamente San Francesco di Paola, San Michele Arcangelo e la Sacra Famiglia “allargata” (con i nonni di Gesù, San Gioacchino e Sant’Anna). Un altro quadro ritrae la Madonna di Pompei e costituisce un rifacimento del 1900 di un identico antico quadro andato bruciato a causa del fuoco sprigionato dai lumini postigli al di sotto (caso analogo si registra per il dipinto delle Anime del Purgatorio). Nel corso del XX secolo la chiesa madre è stata visitata a più riprese dai ladri che hanno asportato parte degli arredi sacri in essa custoditi.

PIAZZA CALACTA
È lo snodo principale dell’antica Caronia tant’è vero che gli abitanti locali lo hanno denominato “a chiàzza” (la piazza) ad indicare un luogo cruciale di incontro e di aggregazione. Laddove ora c’è un’edicola sacra settecentesca in cui è dipinta su ardesia l’effige della Madonna Addolorata, un tempo sorgeva una delle due chiese della vecchia Caronia andate distrutte circa un secolo fa: la Chiesa di Sant’Antonio Abate. Lì vicino inoltre, nel Cortile Contino (u curtìdghiu) sorge oggi l’istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori, che offrono alla collettività caronese una serie di servizi quali ad esempio: l’istruzione nella scuola materna, il coro, il catechismo, la visita e la comunione agli ammalati.

PIAZZA IDRIA
Laddove oggi si trova l’architettura del municipio, di stile razionalista italiano, un tempo, fino al secolo scorso, sorgeva la Chiesa dedicata alla Madonna della Vergine Odigidria (la Madre che indica la via), che ancora oggi è la compatrona di Caronia, assieme a San Biagio.

PIAZZA ROMA
Questo slargo rettangolare, noto anche come “u chiànu”, fino al XVI secolo era un ampio spazio aperto mentre oggi costituisce una ridotta cerniera urbanistica tra l’antica terra murata e la singolare espansione edilizia iniziata a partire dal XVII secolo sugli scoscesi versanti collinari meridionali. Su Piazza Roma prospettano case notabili, sia private che di proprietà dei due principali sodalizi cittadini (la “Società Operaia di Mutuo Soccorso” e la “Società Militari in congedo e Contadini”), realizzate in pietra e impreziosite da interessanti portaletti lapidei scolpiti.

CHIESA DI SAN BIAGIO
Su Piazza Roma svetta la Chiesa di San Biagio, che a Caronia si venera probabilmente a partire dalla fine del 1600 e che è il santo protettore della cittadina ufficialmente con bolla di Papa Pio VII dal 1818, quando arrivò in paese la sua reliquia (dito mignolo). La chiesa è ad aula, è coperta con volta a botte (anche se rimangono le tracce di un tetto ligneo a capriate) e il presbiterio è coperto da una volta affrescata con scene sacre e con decori tardo-ottocenteschi in stile neo-classico. La chiesa accoglie al suo interno la reliquia ed il simulacro seicentesco laccato in oro zecchino di San Biagio vescovo e martire, un organo a canne con particolare serliana, diverse statue (tra cui un San Calogero e un San Pietro entrambi tardo-seicenteschi) e vari dipinti settecenteschi, tra cui spicca una “Pietà” di D. Ferrandino (1771).

Nel suo entroterra

BOSCO DELLA TASSITA
A circa 1.350 m.s.l.m. e a quasi 25 km dal centro abitato di Caronia si trova la straordinaria popolazione arborea (veri e propri alberi, non arbusti) del Taxsus Baccata, pianta contraddistinta da strette e lineari foglie di colore verde scuro, da fiori gialli e da bacche di colore rosso fuoco, una specie relitta di origine terziaria che si concentra quasi esclusivamente in questi 50 ettari, caratterizzati da un suolo aspro e da un clima umido, che ne fanno il più esteso e il più meridionale bosco di tasso in Europa.

Nelle sue frazioni costiere

CHIESA DELLA NUNZIATELLA
A Marina di Caronia la Chiesa di Maria SS.ma Annunziata venne edificata agli inizi del XII secolo per volere della Regina Costanza d’Altavilla (figlia di Ruggero II e madre di Federico II) come suo ringraziamento personale alla Vergine per essere miracolosamente scampata ad un naufragio. Nel suo impianto originario è probabilmente la chiesa più antica di tutto il territorio caronese (non è escluso che abbia obliterato un antico tempio), ma l’attuale costruzione risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1178 la chiesa fu concessa dal primo Arcivescovo di Messina, Nicolò, all’Abbazia di Santa Maria di Maniace nel Catanese. Al suo interno troviamo un antico Crocifisso di ignoto, il simulacro dell’Annunziata e un dipinto raffigurante l’Annunciazione realizzato da G. Martorana nel 1700 e successivamente restaurato nel 1918. Nella sagrestia e nella canonica sono invece conservati svariati dipinti ad olio di fortunali (tempeste in mare aperto) che costituiscono degli interessanti ex voto che sembrano sorprendentemente seguire il filo-conduttore della motivazione originaria che portò alla fondazione di questa chiesa.

VILLA MARIA GIOVANNA
Sempre a Marina di Caronia sorge un villino di campagna in stile modernista commissionato dalla famiglia Mirabile Mancusio all’architetto palermitano A. Giunta e realizzato tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 su quello che oggi è il lungomare intitolato a Francesca (detta Nella) Mirabile Mancusio (1893–1974), prima donna in Italia a conseguire nel 1913 la “licenza a condurre automobili con motore a scoppio” (la sua prima autovettura, una Isotta Fraschini AN 20/30 HP del 1909 e la patente sono oggi esposte al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino). Nel 2015 la villa, che oggi è abitata dal nipote Giulio che la rende visitabile su richiesta, è stata riconosciuta dalla Regione Siciliana sia “dimora storica” che “luogo dell’identità e della memoria”.

Cosa fare

Caronia offre un vasto assortimento di eventi e manifestazioni folkloristiche e religiose. Scopri quali sono i principali appuntamenti dell’anno.

Manifestazioni religiose

Gennaio: il 6 a Caronia si festeggia l’Epifania con la processione della statua del Bambino Gesù, mentre con la visita dei Re Magi si conclude anche la suggestiva rappresentazione del Presepe vivente, iniziata circa due settimane prima.

Febbraio: il 2 a Caronia si festeggia S. Biagio con la processione del braccio reliquiario e il 3 con la processione del braccio reliquiario e del simulacro del Santo, a cui i fedeli offrono come ex voto le “cuddùre”.

Marzo: il 19 si festeggia S. Giuseppe sia a Caronia, portando in processione per le vie del paese la statua del Santo, sia a Marina, recandosi in pellegrinaggio alla Contrada Grimodi (dove fino a circa un secolo fa sorgeva una sua chiesa eponima); la domenica precedente o quella successiva al 25 a Marina si festeggia l’Annunziata con la processione della statua della Madonna.

Aprile: in questo mese solitamente si celebrano le festività pasquali che trovano la loro massima concentrazione al venerdì sera con la Via Crucis e alla domenica con l’incontro di corsa tra la statua della Madonna Addolorata e quella del Cristo Risorto a Marina nel pomeriggio e tra la statua della Madonna Addolorata e l’Eucaristia a Caronia in serata.

Maggio: per tutto il mese, sia nella chiesa di S. Biagio di Caronia che in quella dell’Annunziata a Marina, si celebra la Santa Messa; il 3 sale da Marina a Caronia il venerato Crocifisso ligneo seicentesco; il martedì successivo alla settimana di Pasqua a Caronia si festeggia liturgicamente la Madonna Odigidria; nella seconda metà del mese nella Contrada Ricchiò a Caronia si festeggiano, portandone le statue in processione, la Madonna del Tindari e S. Elia Profeta (è ormai pressoché scomparsa la tradizione di raccogliere presso la cappella di Sant’Elia “i petri ri Santu Liu”, sassi benedetti da gettare per placare il vento).

Giugno: sia a Caronia che a Marina si festeggia il Corpus Domini sia la prima domenica sia la seconda domenica del mese; il 13 a Caronia si festeggia liturgicamente S. Antonio, in onore del quale dall’1 al 13 del mese presso la Chiesa di S. Francesco si recita la Tredicina; l’ultima domenica del mese si porta in processione la vetusta immagine del Sacro Cuore di Gesù e la stauroteca della reliquia della Santa Croce.

Luglio: in questo mese non ci sono particolari eventi liturgici perché ci si prepara alle principali festività agostane, soprattutto S. Biagio, in onore al quale presso la sua chiesa eponima per tutto il mese si celebra l’Eucaristia.

Agosto: il primo weekend del mese a Marina si festeggia l’Annunziata con la benedizione delle barche e con i tipici giochi di piazza al sabato e con la processione della statua della Madonna alla domenica; il 10 a Marina si festeggia S. Lorenzo portando in processione la statua del Santo ed organizzando la sagra del pesce; il secondo weekend del mese a Caronia si festeggia S. Biagio con la processione del braccio reliquiario al sabato e con la processione del braccio reliquiario e del simulacro del Santo alla domenica; la terza domenica del mese a Caronia si festeggia la Madonna Odigidria con la processione della statua della Vergine e nella frazione Canneto si festeggia S. Giovanni Apostolo ed Evangelista con la processione della statua del Santo.

Settembre: l’8 si festeggia la Madonna del Fileremo nella chiesa della Madonna Odigidria della frazione Marina; il 14 scende da Caronia a Marina il venerato Crocifisso ligneo.

Ottobre: il 13 si festeggia liturgicamente il Beato Gerardo Sasso, a cui rende omaggio in pellegrinaggio la Delegazione Priorale di Messina dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Novembre: sia l’1 che il 2 si rende omaggio ai Cari Estinti celebrando, sia a Caronia che a Marina, la Santa Messa nei rispettivi Cimiteri.

Dicembre: il 6 a Caronia si festeggia S. Nicola portando in processione la statua del Santo ed ungendo i fedeli con la “Santa Manna” (un liquido che trasuda dalle ossa del Santo e che ogni anno il Parroco di Caronia richiede alla Basilica Pontificia Barese); l’8 a Caronia si festeggia l’Immacolata Concezione portando in processione la statua della Madonna; il 13 sia a Caronia che a Marina si festeggia liturgicamente S. Lucia; dal 16 si svolge la Novena presso la Chiesa Madre di Caronia.


Altri appuntamenti

Nel periodo natalizio e durante la stagione estiva sono svariati gli eventi culturali e d’intrattenimento che l’Amministrazione comunale caronese offre ai propri cittadini e ai propri visitatori, sia contattando artisti provenienti da fuori sia valorizzando le risorse umane locali, che spesso si aggregano e si associano dando vita a sodalizi di natura poetico-letteraria, teatrale-musicale e demo-etno-antropologica. Negli ultimi anni durante la stagione estiva anche la natura e l’archeologia sono ritornate ad avere grande rilievo a Caronia con le iniziative denominate “A spasso per la Tassita” (a luglio), “Il Castello apre le porte” (ad agosto) e “Alla riscoperta di Calacte” (a settembre).
Tra le sagre è indubbio che l’appuntamento più atteso è quello di fine Ottobre/inizio Novembre, denominato “Porcelli e Porcini”, un happening in cui si degustano prodotti tipici locali, che coinvolge l’intera comunità caronese impegnando sia le attività commerciali sia i singoli cittadini, i quali in questa occasione offrono la propria cortesia ed ospitalità ai turisti che accorrono numerosi da ogni dove con trasporto ed entusiasmo. 

Cosa mangiare

Vieni a gustare le tante specialità enogastronomiche che il borgo di Caronia offre. In questa sezione troverai i piatti più caratteristici del territorio.

Alle principali ricorrenze religiose cittadine si riconducono anche i piatti tradizionali: nel periodo pasquale vengono preparate le "varate", biscotti dalle forme più fantasiose, arricchite a volte anche con uova sode; in occasione della festa di S. Giuseppe si rinnova la tradizione di invitare a pranzo i cosiddetti "Virginieddi" a ricordo dei bambini un tempo bisognosi, per i quali si preparano "tagghiarini chi ciciri" (tagliatelle fatte in casa con i ceci), asparagi, baccalà fritto e le "sfinci" (dolci di pastella fritti nell'olio); nel periodo natalizio infine è d'uso preparare i "pronobis", biscotti farciti con fichi secchi, mandorle e noci tritate. 
Altre specialità di Caronia e dei Monti Nebrodi che le fanno da corollario sono i funghi (in particolare i porcini), il suino nero e prodotti latteo-caseari.

Dove mangiare

Ecco tutte le informazioni sui migliori ristoranti e le migliori trattorie della città, dove potrai assaporare le principali specialità del territorio.

Ristorante-pizzeria “Le arcate” in Via Luciano Orlando

Ristorante-pizzeria “La tradizione” in Piazza Caronesi nel Mondo

Ristorante “Profumi di bosco” in contrada Ricchio’

Ristorante-pizzeria “Za’ Maria” nella frazione Canneto

Azienda agrituristica “Il vecchio carro” nella contrada Badetta/Furiano

Dove dormire

Scegli il posto ideale per il tuo soggiorno a Caronia: in questa sezione puoi trovare una lista delle migliori strutture ricettive in città (hotel, B&B, case vacanze, residence, ecc.

Residence “La scogliera blu” nella frazione Torre del Lauro

Hotel “Za’ Maria” nella frazione Canneto

Azienda agrituristica “Il vecchio carro” nella contrada Badetta/Furiano

 

Strutture: 
Map
Numeri utili: 

Centralino municipio: 0921 333031
Polizia municipale: 0921 332889
Carabinieri: 0921 332061

Informazioni: 

Numero abitanti: 3.500 ca.
Superficie: 226,00 Kmq

Eventi:

dal 10 Agosto, 2017 al 11 Agosto, 2017