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Aci Castello

Un luogo tra storia e mito, antico borgo fortificato e rocca inespugnabile protetta dal mare e, sulla terraferma, dalla lava dell’Etna difficilmente praticabile. Oggi il castello continua ad essere meta turistica per la sua storia e il suo panorama senza rivali, così come le stradine di Aci Castello che offrono squarci ammirevoli di lavori in pietra lavica risalenti al Settecento.

Cosa vedere

Scopri un patrimonio storico, culturale e artistico senza tempo: in questa sezione troverai tutte le informazioni sui principali punti di interesse di Aci Castello.

Il palazzo municipale
La costruzione, attribuita all’ingegnere castellese Pietro Guglielmino, risale al 1932. L’edificio si articola su due elevazioni che spiccano da uno zoccolo in pietra lavica e sono coronati da una cornice in pietra arenaria bianca, stesso materiale usato per le cornici delle finestre. Il piano terra presenta finestre rettangolari, a differenza del primo piano, caratterizzato da finestre con arco ad ogiva. Il prospetto principale, prospiciente il Lungomare, è caratterizzato dal corpo centrale che è rivestito in lastre, svetta oltre la copertura e segna l’ingresso principale con un balcone in pietra, sormontato da due colonne con capitello in stile composito. Il corpo centrale si conclude con un motivo decorativo che richiama il merlo ghibellino medievale.

Il palazzo “Russo”
Si trova in via Savoia ad Aci Castello, denominata un tempo “Strada longa”, che nel 1800 era il centro nevralgico del paese. L’edificio, costruito nel 1920, fu acquisito dal Comune nel 1978 ed è attualmente sede di uffici comunali. Il palazzo si articola su due piani, più un terzo facente parte del torrino. Degno di nota è il partito laterale, caratterizzato dalle trifore che si ripetono sui tre livelli, anche se con caratteristiche dimensionali e decorative differenti.

Il museo “Casa del Nespolo”
Si trova al centro dell’antico borgo marinaro di Aci Trezza, in cima alla piccola scalinata di via Arciprete De Maria. La struttura del museo riproduce un tipico ambiente trezzoto della fine dell’ottocento, cui si accede dal portone d’ingresso sormontato da un arco a tutto sesto in pietra lavica, oltrepassato il quale si giunge al cortile dove si trova un albero di nespolo. Nell’immaginario verghiano questa era la casa dei Malavoglia da dove ogni mattina ‘Ntoni sfidava la propria sorte  prendendo la via del mare. All’interno del museo la prima sala è dedicata al film La Terra Trema di Luchino Visconti. La seconda sala, invece, è intitolata ai Malavoglia, dove sono esposti gli antichi arredi, gli strumenti da pesca e gli interni abitativi tipi delle case dei pescatori. Vi sono anche alcuni preziosi documenti come le lettere di Giovanni Verga al fratello Pietro e un album fotografico, contenente una raccolta di immagini scattate dallo stesso scrittore, che racchiude lo spirito positivista del tempo.

Il Castello normanno
Già sede di una fortificazione bizantina, il Castello normanno, è stato costruito nel 1076 per volere dei normanni. Esso fu conquistato infatti da Federico II di Aragona nel 1297 dopo un violento scontro. Il castello ha accolto nel tempo alcuni fra i Re che governarono la Sicilia e mantenne la sua importanza fin quando la corte cittadina fu spostata ad Acireale. La struttura è ben conservata considerando tutti gli assalti che ha subito, le eruzioni vulcaniche ed i pericoli della Seconda guerra mondiale. All’interno del Castello si trova un piccolo museo civico inaugurato nel 1985 contenente sezioni di mineralogia, paleontologia e archeologia. La sezione di mineralogia illustra la situazione geologica sottomarina dell’isola di Lachea e del Castello. Vi si possono ammirare, inoltre, alcuni minerali dell’Etna e di vulcani preesistenti. La sezione di paleontologia conserva numerosi fossili, alcuni risalenti a 150 milioni di anni fa e fossili di argilla risalenti a 1.300.000 anni fa ritrovati sulle colline sopra Aci Castello, testimonianza che allora il mare ricopriva interamente la zona dove sorge la città. Tra i reperti più interessanti si possono citare le ossa e i denti fossilizzati di un Cervus elaphus e di un Elephas falconeri (l’elefante nano). Il museo infine ospita un piccolo orto botanico, costituito in prevalenza da piante grasse. La rocca del Castello di Aci Castello rappresenta uno dei più straordinari esempi di effusione sottomarina di lave, venute a giorno per motivi tettonici. A partire da 600 mila anni or sono, prese inizio nei fondali centro-settentrionali di un ampio golfo marino che comprendeva tutta l’attuale Piana di Catania, un lungo periodo di attività vulcanica sottomarina che produsse oltre a questa rocca, anche i faraglioni di Aci Trezza. La composizione chimico – mineralogica dei prodotti lavici etnei è denominata basalto, che è la roccia più comune fra le rocce effusive e può assumere vari tipi di forme macroscopiche dipendenti dalle condizioni di raffreddamento. Le eruzioni sottomarine di lave a composizione basaltica producono strutture particolari note con il nome di “pillows lave” o “lave a cuscini”, perché il loro aspetto tondeggiante può ricordare quella dei cuscini. La loro forma è dovuta alla contrazione superficiale del fuso magmatico al contatto con l’acqua. Tutta la rocca del Castello è infatti costituita da pillows di diverse dimensioni che testimoniano un’eruzione sottomarina avvenuta circa 500 mila anni fa.

Il “Bastionello”
Il mare di fronte ad Aci Trezza era sorvegliato anticamente da due bastioni, uno detto “Torre della Trizza” e uno detto “Torre dei Faraglioni”. La “Torre della Trizza” era la più grande e sorvegliava il mare aperto e quello verso Capo Mulini, si trovava a nord del paese su un’altura. Il suo armamento era costituito da cinque cannoni. Nel 1893 fu utilizzata come serbatoio dell’acqua potabile. Oggi questo bastione non è più visibile. La “Torre dei Faraglioni” o “Bastioncello” è di dimensioni minori e sorvegliava lo specchio d’acqua dove si ergono i faraglioni. Era costituita da due piani, oggi è visibile solo il piano terra, al quale si accede da una piccola apertura. L’armamento era costituito da due cannoni. L’antica torretta ubicata alle spalle della piazza centrale trezzota, risalente al 1672 (in quanto alla sopraelevazione eseguita sulla vecchia fabbrica che dovrebbe risalire al 1625), è stata recentemente riqualificata, recuperata e valorizzata. Un tempo da quella altura, da cui si domina il panorama circostante, venivano avvistate navi ed imbarcazioni dirette nella zona a testimonianza dell’ubicazione specificatamente strategica del “Bastionello”. Di certo, questa imponente struttura mostra un fascino del tutto particolare ed è meta assai apprezzata da turisti o semplici visitatori.

La chiesa di San Giovanni Battista
Dopo il tremendo terremoto del 1693, che vide distrutta la chiesa di San Giuseppe voluta ad Aci Trezza dal principe Stefano Riggio Saladino, i fedeli trezzoti si radunavano nella piccola chiesa di San Giovanni Battista, che fu subito ristrutturata e aperta ufficialmente al culto il 14 ottobre 1696. Si era persa ormai la speranza di ricostruire la chiesa del principe e il titolo parrocchiale passava alla chiesa di San Giovanni Battista, con l’antico patrono San Giuseppe che venne così lentamente dimenticato. Tra il 1746 – 1768 giunse ad Aci Trezza la statua del santo patrono e, successivamente, furono portati a compimento i lavori di ingrandimento della chiesa, gli stucchi e le decorazioni, dotandola tra l’altro di argenteria e di pregevoli paramenti. Dopo il 1884, grazie all’opera di don Salvatore De Maria, furono costruite la navata laterale, la casa canonica e venne eretto il campanile a completamento dell’edificio ecclesiastico. All’interno della chiesa si possono ammirare i particolari affreschi presenti nella volta, incastonati all’interno di veri e propri medaglioni, che raffigurano la vita del patrono San Giovanni Battista. Di particolare pregio sono i dipinti della Sacra Famiglia, del Battesimo di Gesù attribuito alla scuola del Velasquez, della predicazione di San Giovanni Battista di Fratesco Mancini, della Madonna del Rosario che fu opera di Matteo Desiderato, ed infine di Santa Venera realizzato dall’acese Giacinto Platania. Al centro dell’altare spicca la cameretta dove è custodito il simulacro ligneo di San Giovanni Battista, mentre nell’altare laterale della chiesa vi è la cappella della compatrona Madonna della Buona Nuova, la cui statua lignea fu realizzata nel 1911.

La chiesa di San Giuseppe
La chiesetta dedicata al compatrono di Aci Castello, San Giuseppe. è stata edificata nella seconda metà del XVIII secolo nel sito precedentemente occupato da un altro edificio religioso. Nella chiesa dedicata al Patriarca, un tempo vi veniva venerato anche il patrono dei pescatori, San Francesco di Paola, al quale era stato dedicato l’altare della parete sud. La chiesa ebbe anche la funzione di cappella funeraria (fino all’inaugurazione del campo santo di Aci Castello nel 1885) perché possiede una cripta delle stesse dimensioni della navata, occupata lungo le pareti da tombe di famiglie gentilizie. Immortalata nei disegni dei grandi viaggiatori del settecento, da Saint-Non a Houèl e Goethe, la chiesa fu privata della svettante guglia del campanile dal sisma del 1908. Risparmiata dai bombardamenti del 1943 è stata ancora danneggiata dal sisma del 1990. Gli affreschi in gran parte, attribuibili a Gianbattista Piparo, decoravano il presbiterio. Così come pregiati sono gli affreschi situati nelle pareti laterali, realizzati dal pittore castellese Jean Calogero. I primi interventi di restauro furono intrapresi negli anni ‘70. Data la forma della sua costruzione e le caratteristiche della chiesa, tutto l’insieme è stato dichiarato monumento nazionale.

La chiesa di San Mauro Abate
La chiesa madre dedicata a San Mauro Abate, sorse tra la seconda metà del XVI secolo ed i primi anni del successivo. Fu fortemente danneggiata dal terremoto del 1693 e successivamente restaurata ad opera del vicario Paolo Romeo che, a conclusione dei lavori, nel 1718, fece erigere un grande portale. Nel 1767 fu costruito il campanile a spese del barone Cannizzaro. Nel 1943 la chiesa crollò a causa di un’incursione aerea degli alleati. Fu, infine, ricostruita ad opera dell’architetto Failla. Poco si sa della statua lignea, ricoperta d’argento e da una mistura che la rende dorata, di San Mauro. Secondo la tradizione faceva parte di un carico di statue trasportate da una nave francese, arenatasi sugli scogli di Aci Castello. Grazie all’aiuto dei castellesi la nave riuscì a liberarsi ed il capitano, per riconoscenza, donò la statua alla città. La realizzazione della statua si può datare intorno al 1600. Di notevole interesse sono, inoltre, la pala di San Mauro benedicente (firmata da Giacinto Platania nel 1681), la pala della Traslazione delle reliquie di Sant’Agata (rinvenuta nel sottotetto della casa canonica nel 1987), la pala di San Mauro Taumaturgo (fatta restaurare dalla Congregazione di San Mauro Abate), la tela della Madonna della Purità (opera di Paolo o Alessandro Vasta), il bassorilievo in stucco bronzato “La samaritana al pozzo di Giacobbe” (eseguito nel 1960 da Giuseppe Fortunato Pirrone).

I geositi
La Riviera dei Ciclopi, così è chiamata l’area costiera compresa tra Aci Trezza ed Aci Castello, è ricca di peculiarità chiamate geositi, forme vulcaniche tutte meravigliosamente rappresentate con formazioni uniche al mondo. Si tratta di un unico complesso “ipoabissale”, ovvero di una sorta di iniezione di materiale lavico rimasta poco al di sotto del fondale marino, in letteratura chiamata “laccolite”. Essa non venne “a giorno” immediatamente ma, rimanendo sotto il fondale, ebbe il tempo di formare, durante il lento raffreddamento del magma, macroscopiche strutture geometriche regolari, come prismatiche canne d’organo, visibili oggi, sia sotto forma di “basalti colonnari” nei Faraglioni, sia come “pavimento dei giganti” nel porticciolo di Aci Trezza. Quest’ultima struttura simile ad un pavimento naturale, non è altro che la spianata di abrasione marina che ha sezionato in testata i basalti colonnari, costituendo un curioso lastricato che si ritrova in diversi punti del porto del borgo marinaro, il quale sembra piastrellato da geometriche “mattonelle esagonali” applicate ovviamente dai giganti che spadroneggiavano nell’area. Circa un mezzo milione di anni fa si assiste alla nascita dell’isola Lachea e dei Faraglioni dei Ciclopi, sorti dal mare in seguito ad imponenti movimenti terrestri di innalzamento che fecero affiorare in superficie isole e isolotti, formatisi come conseguenza delle prime manifestazioni vulcaniche etnee. Ben visibili sono dunque i prodotti di questa fase del vulcanismo, ovvero i basalti colonnari, le lave a pillow e le ialoclastiti; il sollevamento dell’area, cui si deve l’emersione delle argille formatesi durante il Pleistocene, è ancora oggi in corso e ha portato le argille stesse fino ad un livello di 300 metri sul livello del mare in particolare nella zona collinare di Aci Castello e di Aci Trezza. Alla base della rupe di Aci Castello sono ben osservabili i resti di una ampia spianata di abrasione marina. L’origine della spianata, comunemente denominata dai castellesi “Praca”, è dovuta essenzialmente all’azione di abrasione continua del moto ondoso e rappresenta i prodotti effusivi marini risalenti alle prime fasi vulcaniche pre-etnee databili a circa 600.000 anni fa. Sono ben visibili le originarie lave a pillow con intrusioni di vetro vulcanico e frammenti di pillow.

Cosa fare

Aci Castello offre un vasto assortimento di eventi e manifestazioni folkloristiche e religiose. Scopri quali sono i principali appuntamenti dell’anno.

15 Gennaio, Solenni festeggiamenti in onore di San Mauro Abate, patrono di Aci Castello 
dalle ore 8.00 alle ore 23.30, Congregazione San Mauro Abate, www.parrocchia-acicastello.it .

Il 15 Gennaio ad Aci Castello si festeggia San Mauro Abate, patrono del paese e dell’intero Comune. I tre giorni che precedono la festa sono caratterizzati dal triduo solenne con la riflessione a partire dai brani del vangelo affidata ad un sacerdote predicatore appositamente invitato, mentre la giornata dedicata ai festeggiamenti si apre alle 10.00 in punto con la svelata del simulacro del Santo. Poi la messa pontificale e nel pomeriggio la trionfale uscita all’esterno della chiesa della statua che sul fercolo percorre in processione le vie del paese. Caratteristiche sono poi le “Calate dell’angelo” offerte dai fedeli dei quartieri, durante il passaggio del fercolo. In serata, prima della conclusione, suggestivo è lo spettacolo pirotecnico ai piedi del Castello;

19 Marzo, Solenni festeggiamenti in onore di San Giuseppe, compatrono di Aci Castello
dalle ore 8.00 alle ore 21.30, Confraternita San Giuseppe, www.parrocchia-acicastello.it .

Il 19 Marzo di ogni anno, Aci Castello festeggia il patriarca compatrono del paese a cui è dedicata la chiesetta situata in via Savoia. Il triduo, celebrato da un sacerdote predicatore, precede la solennità che culmina con la celebrazione della Santa Messa al mattino e la processione del fercolo con il simulacro di San Giuseppe, per le vie del paese. Durante il giro al Santo vengono offerti doni che vengono poi messi all’asta durante il tradizionale “Incanto”;

24 e 25 Giugno, Solenni festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, patrono di Aci Trezza
dalle ore 8.00 alle ore 24.00, Commissione per i festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, www.festasangiovanni.it .

La festa di San Giovanni Battista è un evento particolarmente atteso dall’intera comunità di Aci Trezza. In ogni via ed in ogni angolo del paese marinaro sin dal 1° Giugno, con l’esposizione di drappi e bandiere nei balconi di ogni casa, si respira l’aria di una festa che già dal 20 Giugno entra nel vivo con il solenne Triduo di preparazione affidato ad un sacerdote predicatore. Il 23 Giugno, giorno della vigilia della festa, è dedicato alla processione della Sacra reliquia del Santo per le vie del paese, accompagnata dall’antica bandiera di San Giovanni Battista e seguita dai devoti vestiti per l’occasione con gli abiti votivi. Particolarmente emozionante è il momento clou dei festeggiamenti, quando il 24 Giugno alle 10.00 in punto, dalla cameretta posta al centro dell’altare della chiesa madre, riappare il simulacro del Santo. A seguire vi è il solenne pontificale presieduto dal Vescovo della Diocesi di Acireale mentre nel pomeriggio, dopo la pantomima “U pisci a mari”, l’attesa è per la trionfale uscita del simulacro che, una volta posto sul fercolo, si avvia per la processione per le vie a sud del paese. Durante il giro del fercolo stesso, particolarmente suggestive sono le “Calate dell’angelo”. In tarda serata, dopo il trionfale rientro del fercolo in piazza, l’accensione di fuochi d’artificio chiude il primo giorno di festeggiamenti, con il simulacro del Battista che viene nuovamente collocato sull’altare maggiore della chiesa. Il secondo giorno si apre con la Santa Messa presieduta dal parroco ed animata dalla Confraternita San Giovanni Battista. Nel tardo pomeriggio, poi, la nuova uscita trionfale del simulacro per l’avvio della seconda parte del giro sul fercolo che stavolta percorre le vie a nord del paese. Anche qui particolare è la “Calata dell’angelo”, mentre emozionante è l’arrivo della processione nella chiesa di Santa Maria La Nova. Infine, l’artistico spettacolo pirotecnico di chiusura e la spettacolare corsa conclusiva del fercolo fino a raggiungere la chiesa, concludono i festeggiamenti esterni. La statua lignea di San Giovanni Battista, viene così riportata sull’altare maggiore della chiesta stessa per far rientro nella sua “cammaredda”, tra gli evviva e le acclamazioni dei fedeli mentre sventolano in aria il fazzoletto rosso come segno di devozione;

24 Giugno, Tradizionale pantomima “U pisci a mari”
dalle ore 17.00 alle ore 18.00, Commissione per i festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, patrono di Aci Trezza – Associazione culturale “U pisci a mari”, www.upisciamari.it .

Ogni anno ad Aci Trezza, durante i festeggiamenti in onore del patrono San Giovanni Battista, si rinnova una tradizione che affonda le radici nel lontano 1750, anno dell’inaugurazione del simulacro del santo. Si tratta della pantomima “U pisci a mari”, rito propiziatorio e parodia della pesca del pesce spada che si svolgeva nello stretto di Messina. La pesca del pesce spada rappresenta, per il popolo protagonista, la continua lotta con gli elementi naturali, per sopravvivere, in una terra che come pane ha il pesce. Una rappresentazione, quella messa in scena da pescatori trezzoti, che si apre con la “calata” dell’equipaggio verso il porto. Ostentando calzoni corti ed una maglia rossa circondata da nastri gialli, con in testa enormi cappelli, la ciurma si reca verso lo Scalo di alaggio ballando al ritmo di musica popolare eseguita dalla banda. Raggiunto il porticciolo il gruppo si divide, con tre attori che salgono su una caratteristica barca trezzota in legno e due teatranti che prendono posto sul molo antistante per rappresentare il ruolo dei “Rais”, ovvero coloro che dirigono la pesca. L’ultimo impersona il pesce che si tuffa in mare e scompare tra i flutti. Inizia così la caccia del pesce che, una volta avvistato dal “Rais”, viene catturato ed issato sulla barca tra l’applauso dell’enorme folla presente alla rappresentazione. All’improvviso però il pesce riesce a scappare, lasciando nella disperazione i pescatori che si accapigliano tra loro. La pesca prosegue ed il pesce viene ancora una volta preso, ma nel bel mezzo del tripudio si dimena e sfugge al controllo rituffandosi in acqua. La ciurma litiga ed impreca per la malasorte, anche se non demorde e ricomincia a ricerca. Il “Rais” si dimena, impartisce dal molo direttiva in gergo antico, finchè il pesce non viene nuovamente avvistato e catturato. Quando sembra sia davvero la volta buona, mentre l’equipaggio festeggia per la ricchezza raggiunta il pesce sfugge via definitivamente. I pescatori litigano tra di loro, i “Rais” disperati si buttano in mare, finchè la lite non provoca il ribaltamento della barca e la fine della rappresentazione;

Primo Sabato e prima Domenica di Agosto, solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. Della Provvidenza, patrona di Ficarazzi
dalle ore 8.00 alle ore 23.00, Commissione dei festeggiamenti e Parrocchia Santa Maria Immacolata.

Il borgo collinare di Ficarazzi, ogni anno, nel primo week end di Agosto festeggia la sua patrona Maria SS. Della Provvidenza. Momento clou della festa sono le processioni del simulacro della Madonna, che sul fercolo il Sabato e la Domenica raggiunge rispettivamente le vie a nord e le strade a sud del paese. Particolarmente suggestiva è l’artistica luminaria realizzata, dai volontari dell’associazione culturale “L’isola che non c’è”, nella scalinata via Duca di Furnari. Grazie alla posa di numerosi lumini colorati, ogni anno i giovani artisti locali riescono ad incantare creando meravigliose immagini dedicate alla Madonna della Provvidenza;

Ultima Domenica di Agosto, solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata, patrona di Cannizzaro
dalle ore 8.00 alle ore 23.00, Comitato festeggiamenti Maria SS. Immacolata, http://commissionefesta.altervista.org/cartella_provvisoria/p1.htm .

La frazione di Cannizzaro rende omaggio alla sua patrona, l’Immacolata Concezione, con la festa esterna che si svolge l’ultima Domenica di Agosto. Particolarmente seguite, dalla comunità cannizzarota, sono le celebrazioni che precedono l’uscita pomeridiana del simulacro sul sagrato della chiesa. Da qui, una volta posta sul fercolo, salutata dallo scampanio e dallo sparo di mortaretti, la statua della Madonna viene condotta in processione per le vie del paese. Anche qui durante il percorso nei quartieri vengono realizzate le artistiche “Calate dell’angelo”. In serata, poi, il rientro del fercolo davanti la chiesa con l’accensione dello spettacolo pirotecnico finale e la deposizione del simulacro di Maria SS. Immacolata nella sua cameretta al centro dell’altare maggiore della chiesa;

Primo Sabato e prima Domenica di Settembre, Solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Buona Nuova, compatrona di Aci Trezza
dalle ore 8.00 alle ore 23.00, Commissione per i festeggiamenti in onore della Madonna della Buona Nuova, compatrona di Aci Trezza, www.festasangiovanni.it .

Ogni anno, il primo week – end di Settembre, la frazione di Aci Trezza festeggia la sua compatrona Madonna della Buona Nuova. Una due giorni di festa, quella preceduta dal solenne triduo predicato da un sacerdote chiamato per l’occasione, durante la quale sia il Sabato che la Domenica l’antico simulacro della Madonna viene portato in processione per le vie del paese. Momenti salienti della festa, oltre alle trionfali uscite della statua sul sagrato della chiesa madre e gli spettacolari rientri in piazza del fercolo, sono anche l’originale e suggestiva luminaria serale sul faraglione grande e l’omaggio floreale al simulacro della Madonna ausiliatrice posto sempre sul faraglione grande, la Domenica mattina;


Altri Appuntamenti

“Sagra del pesce spada” – seconda metà di Giugno e seconda metà di Luglio (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), Scalo di alaggio di Aci Trezza, dalle ore 19.00 alle ore 24.00, www.festasangiovanni.it . La “Sagra del pesce spada” di Giugno si svolge ad Aci Trezza in occasione dei solenni festeggiamenti in onore del patrono San Giovanni Battista, mentre l’edizione di Luglio è realizzata in vista dei solenni festeggiamenti in onore della compatrona Madonna della Buona Nuova. Organizzata, infatti, dalla Commissione festeggiamenti San Giovanni Battista, dalla Confraternita San Giovanni Battista e dalla Commissione festeggiamenti Madonna della Buona Nuova, la Sagra mira ad esaltare uno dei prodotti ittici che hanno fatto grande la storia della pesca trezzota. Al centro della suggestiva cornice marinara dello Scalo di alaggio vengono poste quattro grandi griglie, pronte per cucinare tanto buon pesce spada arrosto, che viene poi servito con un contorno di insalata mista, ed accompagnato con un tipico panino di semola ed un bicchiere di buon vino bianco dell’Etna o di bibita fresca. A corredo dell’evento vi è anche la mostra ed esposizione di prodotti tipici dell’artigianato e dell’enogastronomia locale;

“Sagra della pepata di cozze” – seconda metà di Giugno (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), nel piazzale dell’Oratorio parrocchiale di Aci Castello, dalle ore 20.00 alle ore 24.00. La “Sagra della pepata di cozze” è un evento ogni anno organizzato dall’associazione “Mare nostrum” di Aci Castello. Nella tre giorno di manifestazione, è possibile assaggiare gustosi primi piatti a base di cosse e la mitica “pepata di cozze”, oltre che alle cozze bollite e condite con limone. Come da tradizione, a completare i prelibati piatti non mancano il gustoso “pane di casa” ed il vino tipico locale o una bevanda fresca a scelta;

“Sagra della masculina” – ultimo week – end di Giugno (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), area porticciolo di Aci Castello, dalle ore 20.00 alle ore 24.00, www.creattiva-acicastello.com . La “Sagra della masculina” si svolge ogni anno l’ultimo week – end di Giugno nella suggestiva cornice marinara del porticciolo di Aci Castello, ed è organizzata dall’associazione locale “Arci Creattiva”. Una vera e propria festa con attrazioni varie, musica e buon cibo, grazie alla regina assoluta della kermesse culinaria ovvero la “masculina” interpretata nelle varie forme (fritta, alla “catanese”, in agrodolce, ecc…) e servita ai numerosi visitatori, che ne godono della bontà accompagnandola con vino o bibita ed un buon panino. E, come da tradizione, anche durante la “Sagra della masculina” castellese non manca la mostra – mercato dell’artigianato tipico locale;

“Paranza fest” – primo week – end di Agosto (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), area porticciolo di Aci Castello, dalle ore 20.00 alle ore 24.00, www.creattiva-acicastello.com . La “Sagra della paranza – Paranza fest” si svolge ogni anno il primo week – end di Agosto nella suggestiva cornice marinara del porticciolo di Aci Castello, ed è organizzata dall’associazione locale “Arci Creattiva”. Un evento dover poter gustare una fragrante fritturina di pesce azzurro con gamberetti e calamari, servita con contorno di insalata mista, ed accompagnata con un buon bicchiere di vino bianco o di bibita fresca e pane artigianale. La festa della paranza castellese è anche musica e divertimento, con l’esibizione di musicisti locali ed artisti di strada, oltre alla tradizionale esposizione dell’artigianato tipico locale;

“Sagra del pane condito” – ultimo Venerdì di Agosto, piazza Sciuti di Cannizzaro, dalle ore 20.00 alle ore 24.00, http://commissionefesta.altervista.org/cartella_provvisoria/p1.htm . La “Sagra del pane condito di Cannizzaro è organizzata dal Comitato per i festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata Concezione, il Venerdì precedente i festeggiamenti in onore della Santa patrona della frazione. Nello stand appositamente realizzato, sarà possibile degustare il tipico pane di semola a ciambella, condito come da tradizione catanese e servito accompagnato da una bibita fresca. La serata è poi allietata da uno spettacolo musicale con artisti locali;

“Sagra dell’arancino” – secondo week end di Settembre (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), piazza Giovanni XIII di Ficarazzi, dalle ore 20.00 alle ore 24.00, www.lisolachenonce.sicilia.it . Ogni anno nella frazione di Ficarazzi, nel primo week – end di Settembre, si svolge la “Sagra dell’arancino”, organizzata come sempre dall’associazione culturale “L’isola che non c’è”. Negli stand di questa grande festa, dedicata al prodotto tipico siciliano per eccellenza, è possibile degustare arancini dal gusto classico (al ragù, al burro, ai funghi, agli spinaci, al pistacchio ed al salmone) e dai gusti più originali (al pollo, al polpo, alla nutella, al nero di seppia, ai peperoni). Le serate dedicate alla Sagra sono allietate da eventi musicali, esibizioni di ballo, spettacoli di cabaret. Negli anni passati la Sagra di Ficarazzi è entrata nel libro dei “Guinness” per il primato dell’arancino più grande del mondo.

“Sagra di San Martino” – secondo week end di Novembre (il Sabato e la Domenica) nel piazzale dell’Oratorio parrocchiale di Aci Castello, dalle ore 18.00 alle ore 22.00, www.parrocchia-acicastello.it . La “Sagra di San Martino” è organizzata dalla Congregazione San Mauro Abate in vista dei solenni festeggiamenti in onore del Santo patrono. Nella location dell’Oratorio parrocchiale castellese, rivive così la tradizione popolare legata alla festa di San Martino con la degustazione di salsiccia, caldarroste e vino. Spazio anche ai dolci nella giornata di Domenica, con paste e torte preparate in casa dai volontari della Congregazione, pronte per essere degustate dai visitatori della Sagra;

Evento San Martino “Salsicciotto d’oro” – terzo week end di Novembre (il Venerdì, il Sabato e la Domenica), Palacannizzaro “Rosario Livatino” di Cannizzaro, dalle ore 20.00 alle ore 24.00. L’evento di San Martino è organizzato il terzo week end di Novembre dall’associazione “Volontari della Riviera Jonico – Etnea”, che ogni anno è impegnata nella valorizzazione della tradizione popolare legata proprio alla ricorrenza di San Martino, con la degustazione del classico panino con la salsiccia (condita o semplice) e di caldarroste, servite insieme ad un bicchiere di buon vino dell’Etna o di bibita fresca. Il programma della manifestazione culinaria è, come sempre, completato dal fitto cartellone di eventi che prevede i meeting di danza, il quadrangolare di calcio a 5 riservato ai più piccoli, le serate danzanti e il raduno di auto d’epoca. Nel piazzale dedicato alla Sagra non mancheranno il mercatino dei prodotti tipici e l’area ludica con le giostre;

Cosa mangiare

Vieni a gustare le tante specialità enogastronomiche che il borgo di Aci Castello offre. In questa sezione troverai i piatti più caratteristici del territorio.

La cucina tipica locale “castellese”, considerata la posizione geografica in cui si trova il territorio del Comune di Aci Castello, è chiaramente principalmente votata alla preparazione di piatti in cui predominano i prodotti del mare. Aci Castello è però un’area territoriale che, grazie anche alle sue frazioni a monte come la pianeggiante Cannizzaro e la collinare Ficarazzi, si è anche sostentata grazie anche alle risorse della terra. Per questo motivo alle prelibatezze a base di pesce o frutti di mare, si possono associare anche tipicità legate alle verdure ed agli ortaggi. Molte specialità oggi purtroppo, a causa della minore pescosità nonché delle sopravvenute restrizioni legislative, oppure per l’abbandono progressivo delle campagne e la fine delle colture, sono andate a scomparire con il tempo. In tema di sapori marinari, il piatto tipico principale è stato da sempre gli spaghetti con le sarde ed il pangrattato, le sarde a beccafico, le alici arrostite o marinate, la pasta con il tonno, il pesce spada alla griglia, oltre alle acciughe sotto sale o sott’olio secondo le antiche tecniche di preparazione tramandate di generazione in generazione. Gli antichi romani preparavano il “garum”, una salsa a base di frutti di mare ed interiora di pesce, mentre fino a non molti anni addietro nella “Riviera dei Ciclopi” era possibile degustare gli spaghetti ai ricci appena raccolti, gli occhi di bue, la cernia all’acqua di mare, il “pauro” arrosto, ma anche l’erba “mauro” spolverata con un pizzico di sale e condita con limone. La cucina di campagna si basava sulla preparazione delle fave cucinate a “maccu” con il finocchietto selvatico, oppure di verdure come i “caliceddi” e gli “amareddi”. Nelle campagne di Aci Castello non mancavano gli allevamenti di pecore e mucche, che producevano del buon latte, mentre gli allevatori producevano formaggi di vario genere. Ma il territorio di Aci Castello, ed in particolare la frazione di Aci Trezza, è celebre in particolare per la grande tradizione di gelateria. Si iniziò con la neve, che dall’Etna veniva portata a valle per essere mischiata con il succo di limone o di arancia e diventare così in pratica il primo sorbetto della storia. Una celebrità che fu data da Francesco Procopio dei Coltelli che, si narra, parti proprio da Aci Trezza alla volta di Parigi dove aprì nel 1686 il “Cafè Le Procope” e li affinò la tecnica di preparazione del gelato che imparò nella terra dei Ciclopi. Oggi il Comune di Aci Castello è ricco di bar dove poter gustare ottimi gelati e gustose granite.

Dove mangiare

Ecco tutte le informazioni sui migliori ristoranti e le migliori trattorie della città, dove potrai assaporare le principali specialità del territorio.

1) Ristorante da Federico;

2) Ristorante “Verga” da Gaetano;

3) Ristorante “I Malavoglia”;

4) Ristorante “Osteria dei Marinai”;

5) Ristorante “Il moro di Trezza”;

6) Ristorante “Il covo marino”;

7) Ristorante “Nuovo porto”;

8) Ristorante – pizzeria “Lachea”;

9) Ristorante – pizzeria “Le muse”;

10) Ristorante – pizzeria “5”;

11) Pizzeria “Pellegrino”;

12) Pizzeria “Luna Rossa”;

13) Pizzeria “L’aragosta”;

14) Pub “Birra go go”;

Dove dormire

Scegli il posto ideale per il tuo soggiorno a Aci Castello: in questa sezione puoi trovare una lista delle migliori strutture ricettive in città (hotel, B&B, case vacanze, residence, ecc.

B&B
Acitrezza B&B – bed and breakfast, 3 stelle, n° 11 posti letto (n° 2 camere doppie, n° 1 camera tripla, n° 1 camera quadrupla), prezzo min. 50 € - max 80 €;

Al Kalat – bed and breakfast, 3 stelle, n° 6 posti letto (n° 3 camere doppie), prezzo min. 60 € - max 90 €;

Blu e il castello – bed and breakfast, 3 stelle, n° 10 posti letto (n° 1 camera singola, n° 3 camere doppie, n° 1 camera tripla), prezzo min. 40 € - max 130 €;

Cannizzaro – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 2 camere doppie), prezzo min. 60 € - max 80 €;

Castello – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 2 camere doppie), prezzo min. 50 € - max 100 €;

Dietro Le Mura – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 2 camere doppie), prezzo min. 50 € - max 80 €;

Epos – bed and breakfast, 3 stelle, n° 8 posti letto (n° 2 camere singole, n° 3 camere doppie), prezzo min. 50 € - max 80 €;

Il giardino dei limoni – bed and breakfast, 3 stelle, n° 3 posti letto (n° 1 camera singola, n° 1 camera doppia), prezzo min. 60 € - max 90 €;

Il grippiale – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 2 camere doppie), prezzo min. 60 € - max 90 €;

Il mare sotto casa – bed and breakfast, 3 stelle, n° 2 posti letto (n° 1 camera doppia), prezzo min. 50 € - max 80 €;

La Scivola rooms – bed and breakfast, 3 stelle, n° 10 posti letto (n° 5 camere doppie), prezzo min. 50 € - max 80 €;

La Terrazza – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 4 camere singole), prezzo min. 40 € - max 55 €;

La Terrazza sul mare – bed and breakfast, 3 stelle, n° 2 posti letto (n° 1 camera doppia), prezzo min. 60 € - max 90 €;

L’isola – bed and breakfast, 3 stelle, n° 1 posti letto (n° 1 camera singola), prezzo min. 40 € - max 80 €;

Oasis – bed and breakfast, 3 stelle, n° 8 posti letto (n° 5 camere doppie), prezzo min. 45 € - max 90 €;

Olympus – bed and breakfast, 3 stelle, n° 8 posti letto (n° 1 camera singola, n° 1 camere doppia, n° 1 camera tripla), prezzo min. 50 € - max 80 €;

Parco degli ulivi – bed and breakfast, 3 stelle, n° 3 posti letto (n° 1 camera tripla), prezzo min. 50 € - max 65 €;

Sole e mare – bed and breakfast, 3 stelle, n° 5 posti letto (n° 1 camera doppia, n° 1 camera tripla), prezzo min. 40 € - max 80 €;

Stella Marina – bed and breakfast, 3 stelle, n° 8 posti letto (n° 1 camera doppia, n° 2 camere triple), prezzo min. 40 € - max 100 €;

Villa delle Palme – bed and breakfast, 3 stelle, n° 2 posti letto (n° 1 camera doppia), prezzo min. 80 € - max 120 €;

Villa Ortensia – bed and breakfast, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 2 camere doppie), prezzo min. 65 € - max 80 €;

 

HOTEL
Hotel “Sheraton” – hotel, 4 stelle, n° 403 posti letto (n° 16 camere singole, n° 154 camere doppie), prezzo min. 108 € - max 297 €;

Grand Hotel “Baia verde” – hotel, 4 stelle, n° 321 posti letto (n° 3 camere singole, n° 159 camere doppie), prezzo min. 69 € - max 300 €;

Hotel “President park hotel” – hotel, 3 stelle, n° 4 posti letto (n° 4 camere singole, n° 92 camere doppie), prezzo min. 65 € - max 80 €;

Hotel “Eden Riviera” – hotel, 3 stelle, n° 48 posti letto (n° 14 camere singole, n° 17 camere doppie), prezzo min. 40 € - max 110 €;

Hotel “Lachea” – hotel, 3 stelle, n° 84 posti letto (n° 24 camere doppie, n° 12 camere triple), prezzo min. 74 € - max 84 €;

Hotel “Marina palace” – hotel, 3 stelle, n° 105 posti letto (n° 1 camera singola, n° 52 camere doppie), prezzo min. 130 € - max 165 €;

Hotel “Malavoglia inn” – hotel, 3 stelle, n° 81 posti letto (n° 14 camere singole, n° 32 camere doppie, n° 1 camera tripla), prezzo min. 50 € - max 140 €;

Grand Hotel “I faraglioni” – hotel, 4 stelle, n° 97 posti letto (n° 6 camere singole, n° 44 camere doppie), prezzo min. 140 € - max 170 €;

4Four spa – hotel, 4 stelle, n° 61 posti letto (n° 8 camere doppie, n° 3 camere triple, n° 9 camere quadruple), prezzo min. 100 € - max 140 €;

 

Strutture: 
Map
Numeri utili: 

Polizia municipale 095 271542
Carabinieri 095 272600

Informazioni: 

Numero abitanti: 18.726
Superficie: 8,65 Kmq