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Portopalo di Capo Passero

Appena 50 km sotto il parallelo di Tunisi, Portopalo di Capo Passero è sempre stata una zona strategica, sia militare che commerciale. Oggi, la flotta peschereccia portopalese è fra le più importanti della Sicilia. Il mare limpido dai vivi riflessi smeraldini, la bellezza dei paesaggi naturali ed il calore della gente offrono emozioni difficili da raccontare a parole.

Cosa vedere

Scopri un patrimonio storico, culturale e artistico senza tempo: in questa sezione troverai tutte le informazioni sui principali punti di interesse di Portopalo di Capo Passero.

FORTE DI CAPO PASSERO
Sul finire del XVI secolo, per mettere un freno alle continue scorrerie turco-barbaresche che si susseguivano a Capo Passero, nell'estrema punta a sud est della Sicilia, si decise di costruire in questi luoghi una fortezza, presidiata da una guarnigione di soldati ed armata con pezzi di artiglieria. Capo Passero era diventato, infatti, un consueto punto d'approdo per pirati e corsari, che qui si rifornivano d’acqua e si abbandonavano a saccheggi e razzie, catturando spesso poveri sventurati da condurre in schiavitù in terra d’Africa o a Costantinopoli. Nell’aprile del 1583 la Deputazione del Regno, presieduta dal Vicerè Marcantonio Colonna, ordinò all'ingegnere Giovanni Antonio del Nobile di recarsi a Capo Passero "a riconoscer diligentemente le torri et forti che vi bisognino, per scoprimento di cale, corrispondenza de’ segni et maggior sicurezza di quella parte". Ma è solo tredici anni più tardi, nel 1596, che la Deputazione espresse la ferma volontà di "metter in essecutione l’opera lungamente procurata d’un forte designato a Capo Passero", preventivando una spesa di 18.000 scudi. I lavori di costruzione veri e propri iniziarono nella primavera del 1599, sotto la direzione tecnica dell'ingegnere regio Diego Sanchez, ma si interruppero l'anno seguente, per mancanza di fondi. Nel luglio del 1600, per "fortificare il Capo Passero", il Parlamento siciliano offrì al Re Filippo III un donativo di 21.000 scudi, imponendo una tassa a tutte le città e terre del Regno di Sicilia. I lavori di costruzione ripresero nel 1603 e furono completati nel settembre del 1607, sotto la direzione dell'ingegnere Giulio Lasso. Gli ultimi interventi riguardarono la posa in opera dello stemma reale, scolpito nella pietra arenaria, che fu collocato sopra il portale d’ingresso della fortezza. Il 2 ottobre 1607, pochi giorni dopo il completamento dei lavori, giunse in visita al forte il Vicerè Giovanni Ferdinando Paceco, marchese di Vigliena, insieme a tutta la sua famiglia e ad un numeroso stuolo di notabili, ministri, ufficiali, soldati e personale di corte. Il Vicerè, molto probabilmente, era atteso per presiedere alla cerimonia di inaugurazione.
Nel corso del '700 il forte servì anche da prigione e luogo di confino per i soldati che avevano avuto noie con la giustizia, e fino al 1830 continuò a svolgere un'importante funzione difensiva contro le scorrerie dei predoni provenienti dalla vicina Africa. Nel 1871, con la costruzione di un piccolo faro sulla terrazza, il forte fu abitato da personale della Marina Militare, che provvedeva all'accensione notturna dell'impianto. Solo alla fine degli anni '50 del Novecento, quando il faro fu provvisto di un congegno di accensione automatico, il servizio di guardianìa terminò e il forte non costituì più presidio militare.
Il forte si erge maestoso sul punto più alto dell'Isola di Capo Passero e poggia con il suo imponente "massiccio" sulla tenace roccia calcarea che affiora diffusamente sull'isola. La costruzione ha perimetro quadrato, con lati di 35 metri. Il basamento, scarpato e privo di aperture, si innalza fino alla quota di 4 metri dal piano campagna; da detta quota si snoda il primo livello, raggiungibile dall'esterno attraverso una rampa di scale a forma di L. Sopra il portale d'ingresso si staglia un grande stemma costituito da un'aquila che regge uno scudo con insegne araldiche. Lo stemma appartiene al Re Filippo III, salito al trono di Spagna e di Sicilia nel 1598. I muri esterni del forte sono costituiti da blocchi regolari di arenaria ai quattro angoli e, per il resto, da muratura di pietrame calcareo rivestita di intonaco. Tutta la costruzione è concepita attorno ad una corte quadrata, con lato di 12 metri circa. Al centro si trova una grande cisterna dove veniva convogliata l’acqua piovana proveniente dalla terrazza attraverso un sistema di grondaie. Gli ambienti del primo livello, quindici in tutto, non hanno aperture verso l'esterno e prendono luce ed aria unicamente dalla corte. Ai quattro angoli le stanze sono quadrate e con volte a vela, in muratura di laterizi; le altre, invece, sono rettangolari e con volte a botte. Subito a sinistra del vano d'ingresso si trovava una piccola cappella per le funzioni religiose; gli altri vani del primo livello costituivano invece gli alloggi del cappellano e dei soldati. All'entrata di uno di questi è scolpito il seguente motto "Melius est invidia urgeri quam commiseratione deplorari, 1701" che dovrebbe significare "meglio sbrigarsi (agire, darsi da fare) che deplorare con commiserazione gli eventi (stando a guardare,  rassegnandosi)". 
Anche le sedici stanze del piano superiore sono per lo più prive di aperture verso l'esterno, fatta eccezione per otto piccole finestre disposte sui quattro lati del forte, senza un apparente criterio di simmetria. La disposizione e le dimensioni delle stanze riflettono per lo più quelle del piano inferiore, con lievi differenze. Un ballatoio, sostenuto da grandi mensole, contorna il perimetro della corte, disimpegnando le stanze di questo livello. Qui si trovavano gli appartamenti del comandante e degli ufficiali. Sull'ampia terrazza di copertura era piazzata l'artiglieria. In corrispondenza dello spigolo di nord-est spicca ora il faro della Marina Militare, la cui portata luminosa è di 10,8 miglia nautiche.

ISOLA DI CAPO PASSERO
L' Isola di Capo Passero, lunga m. 1300, larga m. 500, ed estesa per circa 37 ettari, è situata tra lo Jonio e il Canale di Sicilia ed è da considerarsi una autentica perla naturalistica, tanto da essere inclusa dalla Società Botanica Italiana nei biotipi di rilevante interesse botanico della Sicilia. Nella sua parte occidentale, quella più vicina alla costa, l'azione combinata delle maree e dei venti ha formato una bellissima spiaggia. In questa zona la vegetazione è quella tipica dei litorali sabbiosi: l'Euforbia pepilis, il giglio di mare (o Pancrazio) e la rughetta marina. Andando verso nord, si incontrano i magazzini per le attrezzature della Tonnara di Porto Palo, una delle più importanti di Sicilia. Intorno alle costruzioni si trova un gran numero di ancore ormai arrugginite: servivano a fissare al fondo del mare le pesanti reti che conducevano i tonni verso la "camera della morte". 
Nella sua parte centrale l'isola è interamente ricoperta dalla palma nana e da altre forme vegetali tipiche. Oltre al coniglio vivono sull'isola almeno due specie di lucertole che prolificano numerose per la mancanza assoluta di predatori. L'avifauna è composta soprattutto da numerosi passeracei che fanno la spola fra la vicina costa e l'isola: Fanelli, Verdoni, Cardellini, Beccamoschini, Saltimpali ed altri ancora. Gli scogli isolati e la costa nord-occidentale a picco ospitano numerose specie di Gabbiani. L'ittiofauna è quella tipica di tutta la costa sud-orientale siciliana: fino a qualche anno fa Cefali, Spigole, Saraghi, Sogliole ed Aragoste erano abbondantissimi anche in acque molto basse, oggi lo sono soprattutto nelle "secche" che da Vendicari, più a nord, all'isola delle Correnti, più a sud, costellano a varie distanze dalla costa questo tratto di mare. Fino ad una trentina d'anni fa le spiagge a ridosso del paese di Porto Palo erano utilizzate abitualmente dalla Tartaruga marina (caretta caretta) per la deposizione delle uova: uno spettacolo affascinante, un tempo comune su tutte le spiagge sud-orientali siciliane, purtroppo oggi scomparso.
Una distanza di circa 250 metri separa l'Isola di Capo Passero dalla costa di Portopalo, alla quale, un tempo, era unita da un istmo sabbioso. Ciò che conferisce all'Isola un'importanza particolare è l'imponente Fortezza Spagnola, di fronte alla quale si erge la grande statua bronzea  di Maria SS Scala del Paradiso "guardiana del mare di Sicilia", alta 5 metri e posta su un piedistallo di 20 metri. Il monumento, opera del fiorentino Mario Ferretti,  fu inaugurato nel 1959 dal Vescovo di Noto Angelo Calabretta alla fine del XVI Congresso Eucaristico Nazionale di Catania. Circumnavigare l'isola di Capo Passero è un'esperienza unica, un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano i paesaggi marini. Partendo da un imbarcadero naturale e navigando in senso orario balzano subito alla vista i due magazzini e le ancore abbandonate della tonnara. Appena la costa comincia ad innalzarsi verso oriente, appaiono le prime grotte marine: alcune di esse sono bellissime, particolarmente quelle che formano l'insieme denominato "Grotte del Polipo". Poco dopo, la costa, dopo altre grotte minori ed un piccolo golfo, diventa bassa e frastagliata e qua e là emergono scogli isolati. Sulla terra ferma si intravede una lingua di sabbia che si protende verso l'isola: è la dorsale del bassofondo che la unisce "spiritualmente" alla costa siciliana.

ISOLA DELLE CORRENTI
L'Isola delle Correnti (dal latino "Currentium Insula") è una piccola isola rocciosa dalla forma rotondeggiante, estesa per circa 10.000 mq con l'altezza massima sul livello del mare di 4 metri, e collegata alla terraferma da una sottile striscia di roccia, un caratteristico braccio artificiale più volte distrutto dalle onde impetuose (attualmente il piccolo collegamento ha uno squarcio di 15 metri ed è profondo nei momenti d'alta marea un metro circa). E' il luogo ideale per tutti gli amanti del surf d'onda e del windsurf. Lo splendido mare e le immense e bellissime spiagge della zona richiamano ogni anno grandi quantità di turisti.
Sull'Isola si trovano alcune casette abbandonate, mentre il nucleo abitativo centrale (dove decenni fa alloggiava il farista con la famiglia), di forma rettangolare con sul davanti un ampio spiazzale, è anch'esso in fase di decadimento, essendo da anni in disuso. L'Isolotto è perennemente battuto dalle onde del mare, quasi sempre in tumulto. Sul posto cresce poca flora, ma vi abbondano piantine di porro selvatico, capperi ed altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Da qualche anno inoltre l'isola e una striscia di terraferma sono state utilizzate dalla facoltà di scienze, sezione biologia dell'Università di Catania, per esperimenti su alcune specie di insetti che qui si riproducono.
Nel novembre 1987 poi l'isolotto stesso, insieme ad una larga fascia di terraferma per una estensione di ha 63,625 è stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte, tipiche della costa meridionale della Sicilia. Albergano pure ricci, conigli selvatici, oltre a varie specie di gabbiani come gli albatros. Da qui passano nel periodo del flusso migratorio degli uccelli acquatici dal Nord Africa alle coste siciliane, e nascondendosi dietro le alte dune sabbiose, si può osservare il loro migrare.
Con i suoi 36° 38' 33" di latitudine nord e 15° 5' 19" di longitudine est, l'Isola delle Correnti è la punta più meridionale della Sicilia, dell'Italia e dell'Europa: l'Isola è il Sud, Tunisi e già settentrione. La temperatura è piuttosto elevata nel periodo estivo (si possono anche superare i 37° all'ombra), mentre tende a scendere nei periodi invernali, ma raramente o quasi mai sotto i 5°.

TONNARA DI CAPO PASSERO
La Tonnara di Capo Passero si trova a Scalo Mandrie, e rappresenta uno splendido monumento di archeologia industriale: qui giungevano i tonni (catturati nel tratto di mare compreso fra l’Isola di Capo Passero e la Tonnara stessa) che hanno costituito nel corso dei secoli una fondamentale risorsa economica per tutta la popolazione del luogo. Oggi la Tonnara, o almeno quello che ne resta, è ormai in disuso, ma in passato rappresentò il cuore pulsante dell’economia della zona: gli stabilimenti per la lavorazione del tonno pullulavano di operai, pescatori, contabili, tutti impegnati nelle rispettive mansioni; la grande fornace era sempre in funzione; nei magazzini c’era un continuo stoccaggio di merci e materiale atto alla lavorazione del pesce (soprattutto sale). All’interno della Tonnara era presente anche una chiesa risalente XVII secolo.
Quando la tonnara era ancora in attività, già ai primi di marzo iniziavano i lavori di manutenzione degli “scieri”, grandi imbarcazioni di quercia lunghe quasi venti metri che, custodite in grandi magazzini durante il periodo invernale, venivano ora tirate fuori per "l'impeciatura" delle chiglie ed altri eventuali lavori di riparazione. Venivano inoltre controllate e, all’occorrenza, riparate le pesanti reti. Le grandi ancore, piazzate opportunamente sul fondo, formavano una sorta di passaggio obbligatorio per condurre i tonni attraverso il percorso che li avrebbe portati alla fatidica "camera della morte", la parte finale di un sistema di reti studiato e realizzato appositamente per la cattura dei tonni.
Alla fine della mattanza si tornava a riva per scaricare il pescato: i tonni, trasportati con dei carrelli, venivano condotti in una grande sala per essere sventrati e puliti. Poi si passava alla bollitura, in forni adatti, e, infine, alla conservazione con olio d'oliva. Il primo nucleo abitativo del paese si formò proprio grazie agli operai che lavoravano nella Tonnara di Capo Passero i quali, venendo dalle zone circostanti, proprio per evitare continui spostamenti per recarsi sul luogo di lavoro, decisero di risiedere stabilmente a Scalo Mandrie, quanto più vicino possibile agli stabilimenti. In questo furono agevolati dal barone Don Gaetano Deodato-Moncada che, nel 1778, fece costruire a proprie spese le case per gli operai.

SPIAGGE E SCOGLIERE DI PORTOPALO
Portopalo di Capo Passero, estrema propaggine della provincia di Siracusa, si affaccia su una costa dalla morfologia molto particolare, Lunghi lidi sabbiosi ed affascinanti e suggestive scogliere si cedono il passo a vicenda, intervallate qua e là da anfratti, calette e grotte che si aprono sulle fresche e limpide acque del Mediterraneo. La zona di Scalo Mandrie, proprio in paese, una delle estremità di Via Vittorio Emanuele (la strada principale di Portopalo) offre al visitatore questa varietà paesaggistica: roccia e sabbia, l'ombra della grotta e la torrida spiaggia, un insieme di piacevoli contrasti in uno scenario che incanta. Scendendo a Scalo Mandrie, proprio sotto la piazza Terrazza dei Due Mari, ci si imbatte in una piccola spiaggetta conosciuta dagli abitanti del luogo col nome di "Puzziddu" (cioè Pozzetto). A sinistra di questa spiaggetta si può andare verso la zona della scogliera; mentre proseguendo verso destra si arriva alla spiaggia principale ("U Cuoddu", cioè "Il Collo"), la cui forma non è quasi mai la stessa in quanto il gioco delle correnti e delle mareggiate invernali ne modellano sempre la conformazione.
Proprio di fronte alla spiaggia di Scalo Mandrie si staglia con la sua forma caratteristica l'Isola di Capo Passero, tanto importante per il paese che spesso la sua sagoma viene usata come rappresentazione iconografica di Portopalo. Nella sua parte prospiciente il paese, l'isola espone la sua splendida spiaggia di sabbia fine carezzata da un mare sempre limpido e cristallino. Dalla parte opposta invece, l'isola si presenta rocciosa, con una scogliera mozzafiato, con grotte e anfratti illuminati dal gioco di luci dei riflessi del mare sulle loro pareti. All'Isola di Capo Passero si può accedere grazie ad un apposito servizio di battellaggio fornito da barchette-navetta che prelevano i visitatori a Scalo Mandrie, nei pressi della Madonnina Stella Maris.
Per arrivare invece all'Isola delle Correnti bisogna spostarsi per 7 chilometri circa dal centro abitato, ma una volta arrivati a destinazione, ci si accorge che valeva proprio la pena di questa passeggiata. Più che un'isola vera e propria si tratta di un grosso scoglio tuttavia molto importante per la navigazione in quanto sede di un faro. Tutta la zona dell'Isola delle Correnti è caratterizzata da lunghe spiagge, anche con dune sabbiose, acque cristalline e paesaggi dalla particolare vegetazione e morfologia tipica delle coste africane. L'Isola delle Correnti è la zona preferita per chi cerca il relax a diretto contatto con la natura, lontano da luoghi affollati e chiassosi, ma è anche il posto preferito per chi ama praticare surf e windsurf anche nei mesi invernali, date le favorevoli condizioni climatiche. Proseguendo verso ovest, dopo aver superato un piccolo tratto di costa rocciosa, si arriva alla spiaggia di Carratois Punto Rio, continuazione naturale della spiaggia prospiciente l'Isola delle Correnti. Si tratta di un litorale, lungo qualche chilometro, caratterizzato da sabbia fine e dorata e mare poco profondo (bisogna spingersi abbastanza lontano dalla costa per trovare l'acqua alta), condizioni ideali per famiglie con bambini al seguito. Il tratto finale della spiaggia è molto noto sia ai turisti che alla gente del luogo per la presenza di ammassi naturali di argilla che molte persone non disdegnano di spalmarsi addosso. Assolutamente imperdibili sono i tramonti ai quali si può assistere a Carratois.

 

Cosa fare

Portopalo di Capo Passero offre un vasto assortimento di eventi e manifestazioni folkloristiche e religiose. Scopri quali sono i principali appuntamenti dell’anno.

Portopalo vanta un'antica e ampia tradizione in fatto di feste, sagre e manifestazioni varie, sia laiche che religiose. Come per tutti paesi, anche a Portopalo di Capo Passero la festa paesana rappresenta un momento di aggregazione, di interruzione dei canoni giornalieri, di ritrovata vitalità paesana: per un giorno ci si ritaglia una piccola oasi di tranquillità, lasciandosi alle spalle problemi e pensieri della quotidianità. Ecco qui di seguito la descrizione di alcune delle principali ricorrenze.

17 GENNAIO: S. ANTONIO ABATE
La ricorrenza è di esclusivo carattere sacro e si è quasi persa ormai tra le nuove generazioni. La sera prima della festa, le donne immergevano in acqua dei granelli di frumento per preparare la cosiddetta "cuccìa", una "pietanza" che nasceva come dolce per poi diventare una vera e propria minestra. il giorno seguente infatti i granelli venivano bolliti e conditi con zucchero o vino cotto e al prodotto così ottenuto si aggiungevano legumi vari, come fagioli, ceci, fave, e a volte anche castagne.

CARNEVALE
Come tutti i Carnevali, anche quello portopalese è un'esplosione di colori, musiche e allegria. Durante tutti i pomeriggi del periodo carnevalesco le strade del paese sono festosamente invase da un lungo e vivace corteo di carri allegorici, bambini e ragazzi in maschera, mentre le serate sono allietate da gruppi musicali, ballerini, comici e cabarettisti. Non mancano i vari concorsi per le maschere più originali. Dal 17 Gennaio fino all'ultima sera di Carnevale c'è il cosiddetto periodo del gabbo (o "jabbu") nel contesto del quale vengono ammessi e perdonati qualsiasi tipo di burla o scherzo. Durante il Gabbo c'era l'usanza delle "luminagghie", cioè tipici indovinelli prettamente in dialetto siciliano, molto coloriti e pieni di doppi sensi. Da qualche anno a carnevale ha preso piede un concorso che premia i carri allegorici e i gruppi mascherati più originali.

19 MARZO: SAN GIUSEPPE
La tradizione vuole che, nel giorno di San Giuseppe, la serata portopalese sia riscaldata e rischiarata dalle cossiddette "vampanigghie", alte cataste di legna alle quali viene dato fuoco una volta sopraggiunta l'oscurità della notte. Sulle braci ardenti poi si arrostiscono carne e pesce. Anticamente venivano raccolti i carboni ardenti (il cosiddetto "luci i San Giuseppi") per riscaldare gli ambienti domestici. La tradizione delle "vampanigghie affonda le sue radici nel secolo scorso, nel periodo anteguerra. In quei tempi i contadini accatastavano fasci di frasche davanti alla chiesa di San Gaetano, per poi dare loro fuoco intorno alla mezzanotte. Col tempo, al posto di una unica grande pira, quasi ogni quartiere realizzava la propria "vampanigghia" nel proprio "territorio".

LA SETTIMANA SANTA
Le tradizioni riguardanti la Pasqua portopalese sono veramente uniche in tutta la Sicilia. Il Venerdì Santo, dopo la Processione che ripercorre le tappe della Via Crucis, un gruppo di cantori intona il "Lamento", cioè la storia della Crocifissione cantata e recitata rigorosamente in dialetto siciliano con una interpretazione altamente suggestiva. Tradizione vuole che l'origine di questa cantilena affondi le sue radici in un passato così remoto che nemmeno i più anziani ne ricordano ormai la genesi. Fatto sta che U Lamientu si tramanda da generazione in generazione, soprattutto oralmente, con pochi reperti scritti riguardanti la struttura e le parole stesse.
Il Venerdì Santo poi il Lamento viene riproposto a spezzoni durante le tappe della Via Cucis in una processione che si snoda lungo le vie del paese, che ogni anno coinvolge un alto numero di fedeli al seguito (praticamente quasi tutto il paese). Al ritorno in Chiesa, i cantori intonano per l'ultima volta il Lamento nella sua versione integrale: da questo momento in poi sarà solo silenzio e preghiera, nell'attesa della Santa Pasqua. Molti anni fa il Venerdì Santo era sicuramente molto più sentito dal popolo. C'era infatti la totale immedesimazione nel lutto per la morte del Signore, proprio come se a morire fosse stato un parente. Sempre nell'ambito della ricorrenza del Venerdì Santo, circa quindici giorni prima, nelle varie abitazioni si preparava con cura "u laurieddu", una composizione di piantine ottenute da chicchi di frumento e legumi vari messi in un piatto con poca acqua. "U laurieddu" veniva poi conservato in ambienti bui e scuri e innaffiato di tanto in tanto per fargli raggiungere un'altezza di 20 o 30 cm. Infine, la mattina del Giovedì Santo, si consegnava al prete che lo disponeva intorno all'altare.
La mattina del giorno di Pasqua, le statue del Cristo Risorto e della Madonna (ancora vestita a lutto perché non sa della Resurrezione del Figlio) vengono portate in giro separatamente per le vie del paese, con tanto di banda musicale e numerosi fedeli al seguito. Poi, verso le 11.30, i due simulacri vengono a trovarsi l'uno di fronte all'altro, sulla Via Vittorio Emanuele, ad una eguale distanza dalla Chiesa di San Gaetano. A questo punto è tutto pronto per l'evento che, ininterrottamente dal 1980, viene inscenato a mezzogiorno della Domenica di Pasqua: "A Paci" ("La Pace"), che rappresenta l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna. Il momento culminante è costituito dall'abbraccio fra le statue del Cristo Risorto e della Madonna, che, portate a spalla dai fedeli, corrono l' una verso l'altra per incontrarsi proprio di fronte alla Chiesa del Santo Patrono. Il tutto è preceduto da una tradizionale cerimonia in costume con tanto di stendardi e paggi che preannunciano alla Madonna la Resurrezione del Figlio. A tale notizia, Maria reagisce buttando via il manto nero del lutto, e si prepara festosa all'incontro che da li a poco avverrà con Gesù Risorto.

IL CORPUS DOMINI
In occasione di questa ricorrenza religiosa, i balconi e le finestre del paese di Portopalo venivano adornati con coperte da letto, tovaglie da tavola e vasi con fiori: il tutto fungeva da cornice perfetta a piccoli e improvvisati altarini attorniati da immagini sacre. La processione che si snodava per le vie del paese si soffermava poi davanti a tali altarini benedicendo l'abitazione che li aveva esposti.

L'ASCENSIONE DEL SIGNORE
La sera precedente l'Ascensione del Signore si collocavano bacinelle piene d'acqua, sulla quale galleggiavano di petali di rose, sui davanzali delle finestre che davano sulla via o sul giardino, perché un'antica credenza popolare voleva che il Signore, prima di salire in cielo, la benedicesse. Il giorno dopo ci si lavava il viso con l'acqua impregnata del delicato profumo delle rose.

7 AGOSTO: SAN GAETANO, PATRONO DI PORTOPALO
San Gaetano, Santo Patrono di Portopalo di Capo Passero, viene festeggiato con manifestazioni sia religiose (santa messa, processione per le vie del paese) sia laiche (regata di barche, cuccagna a mare, giochi tradizionali per le vie del paese, etc...). L'entrata del Statua del Santo in chiesa, al termine della processione, viene salutata con spettacolari giochi pirotecnici. "A cursa re varchi" ("corsa delle barche"), oggi chiamata anche Palio del Mare, è una regata dedicata a San Gaetano, patrono di Portopalo di Capo Passero, e rappresenta l'appuntamento di più antica e consolidata tradizione storica dell'estate portopalese. Le prime edizioni vedevano in gara barconi a sei remi che tagliavano splendidamente il mare ma sottoponevano a una fatica immensa gli equipaggi a bordo. Negli anni Sessanta si passò ad equipaggi composti da quattro elementi, con minore spettacolarità ma con una rivalità intatta che usciva persino dai confini comunali arrivando fino a Marzamemi, la cui edizione della regata a mare ha fatto da contraltare a quella di Portopalo in nome di una competizione tra Comuni (Marzamemi è una frazione di Pachino, comune del quale ne ha fatto parte fino al 1975 anche Portopalo) sfociata in un aspro e mai sopito campanilismo. "A cursa re varchi" a Portopalo è un elemento caratterizzante la storia del nostro comune e non può mancare nell'estate portopalese. Le edizioni più combattute sono state quelle a cavallo fra gli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Settanta, periodi in cui la caratteristica del lavoro a mare era tale da rendere inutili gli allenamenti perché le poche barche esistenti in paese ed appartenenti a pochissime famiglie benestanti di Portopalo, che si spostavano al largo per le battute di pesca, erano tutte a remi. I pescatori arrivavano all'appuntamento del palio completamenti rodati dalla dura fatica quotidiana ed inoltre si gareggiava per pura sportività, senza parlare mai di premi e medaglie. L'importante era tagliare per primi il traguardo per poi vantarsi con i rivali fino all'edizione dell'anno seguente.
Altri tempi, altra mentalità. Le generazioni passate attendevano il giorno di San Gaetano per onorare Il patrono e per gareggiare con le barche poiché per il resto dell'anno pochi erano i momenti di svago. Tra le imbarcazioni che hanno superato i confini italiani, partecipando a una gara di barche nella vicina isola di Malta, se ne segnalò una in grado di piazzarsi seconda su dieci equipaggi in gara: gli artefici di quell'impresa furono festeggiati alla grande, quasi come se avessero conquistato una medaglia olimpica. Dagli anni Sessanta in poi lo scenario di gara si è spostato a Scalo Mandrie, a ridosso della zona archeologica di Portopalo dominata dall'Isola di Capo Passero e dalla Tonnara. Lo spostamento fu determinato dalla realizzazione della strada di collegamento che rendeva possibile l'afflusso massiccio degli spettatori e da questo momento in poi si può parlare di una seconda fase storica del palio dove la forza delle braccia lascia sempre più spazio all'astuzia di gara.
La rivalità degli equipaggi riguardava, prima ancora che i rioni, le famiglie che puntavano a quello che era considerato dai pescatori portopalesi come lo scettro per eccellenza di cui andare fieri per dodici mesi. Si gareggiava soprattutto per mettersi in mostra al cospetto delle fidanzate che in giro si vedevano solo nei giorni di festa. In qualche edizione del palio si ritrovavano avversari persino i componenti della stessa famiglia che abitavano in zone diverse del paese. Non sono mancati i testa a testa tra fratelli e cugini ed era soprattutto questo fattore a tenere alto l'interesse per la gara che richiamava l'intero paese e molti abitanti dei comuni limitrofi. Il "Palio del Mare" è stato soggetto all'interessamento di alcune testate giornalistiche estere: una rivista finlandese ha dedicato negli anni scorsi un servizio sulla corsa e sulle tradizioni marinare portopalesi che oggigiorno faticano a ritrovare lo splendore di un tempo.

2 NOVEMBRE
Il 2 Novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, è molto più sentito rispetto al giorno festivo vero e proprio di Ognissanti. Il 2 Novembre ha da sempre rappresentato per i bambini un giorno di festa perché, per tradizione, nel giorno dei "murticieddi" (cioè i morti detti con tono vezzeggiativo) essi ricevono regali di ogni tipo dai parenti. Per il resto, anche a Portopalo c'è la tradizione, molto più rispettata negli anni passati, di passare questa giornata al Cimitero, accanto alla tomba dei propri cari.

11 NOVEMBRE: SAN MARTINO
San Martino a Portopalo di Capo Passero viene salutato con l'assaggio del vino nuovo e mangiando "crispelle", sorta di frittelle di farina impastata con acqua, cui si può anche aggiungere uva passa, preparate anticamente nella "maidda", un largo tavolone incavato dove di solito si impastava il pane di casa. La pasta ottenuta viene separata con una forchetta o un cucchiaio per ricavarne piccole palle, che vengono poste nella padella spalmata d'olio. Le "crispelle" possono essere fatte pure con l'aggiunta di farina di patate, che le rende più morbide, o anche col latte. Mescolate con zucchero o vino cotto, sono veramente squisite.

8 DICEMBRE: IMMACOLATA CONCEZIONE
Il giorno dell'Immacolata ha un sapore diverso a Portopalo di Capo Passero. Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa e la processione per le vie del paese, la statua della Madonna viene riportata in chiesa. Dopo lo spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio c'è la tradizionale "Vinnita re Cudduri": si tratta di un'asta popolare dove vengono messi in vendita i doni offerti dai devoti all'Immacolata per poi devolvere il ricavato in opere di beneficenza. L'asta prende il nome di "Vinnita re Cudduri" (Vendita delle Collure) dall'oggetto della vendita stessa, cioè la Cuddura, una specie di dolce molto duro composto da zucchero, confetti e "giugiulena" (sesamo) e preparato proprio dalle stesse persone che ne fanno donazione. Fino a qualche anno fa durante l'asta si vendevano solo Cuddure, ma adesso si vende un po' di tutto: quadri ad uncinetto, dipinti, cassette di pesce, confezioni natalizie, torte e altro ancora.

Dove mangiare

Ecco tutte le informazioni sui migliori ristoranti e le migliori trattorie della città, dove potrai assaporare le principali specialità del territorio.

Tenuta Walter

Trattoria Donna Maria

Scala

Jonic

Trin Dalmazia

El Condor

Al Faro

Maurì

Popeye

U Palangaru

Candiano

U Piscaturi

La Giara

Dove dormire

Scegli il posto ideale per il tuo soggiorno a Portopalo di Capo Passero: in questa sezione puoi trovare una lista delle migliori strutture ricettive in città (hotel, B&B, case vacanze, residence, ecc.

La Saracena

Al Tramonto

Portopalo Suite

Lupo Giuseppina

Tenuta Walter

Antares

Giliberto Salvatore

Il Ranch

Perseo

Rosa dei Venti

Jonic

Vittorio

Capo Passero

Amarzè

Mediterraneo

Giallo Lumia

Terrazza dei Due Mari

Volga Twenty One

La Rosa del Sud

Nave Fantasma

Terra Nobile

Aquila Reale

Casa Cavarra

Terra del Sole

Strutture: 
Map
Numeri utili: 

Guardia Medica 0931 842510
Farmacia 0931 842244
Polizia Municipale 0931 842687
Carabinieri 0931 844323

Informazioni: 

Numero abitanti: 3885
Superficie: 15,09 km2

Eventi:

dal 8 Luglio, 2017 al 16 Luglio, 2017